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venerdì 2 marzo 2012

Solidarietà al popolo No Tav

Redazione

 
Ieri notte sono riprese le cariche in tutta la Val Susa, i rastrellamenti ,le caccie all’uomo, la polizia ha fatto irruzione nei locali, i lacrimogeni sono stati sparati dentro le case. Nicoletta Dosio, volto noto del movimento e di ControCorrente è stata fermata, pestata e insultata per la sua militanza, l’hanno rilasciata zoppicante per le manganellate a tarda notte, altri 6 compagni sono stati condotti a Torino, probabilmente verranno processati per direttissima.
Nel corso di una affollata assemblea tenutasi a Bussoleno si è chiesto ai tanti comitati di solidarietà sorti in tutta la penisola di fermare il Paese oggi primo marzo dalle ore 18, “Che ogni città, ogni paese si mobiliti, dimostri da che parte sta”.
Resistenze Internazionali aderisce alla richiesta emersa dall’Assemblea di ieri sera e chiede ai suoi simpatizzanti nelle varie città di partecipare, organizzare e promuovere , manifestazioni, blocchi e presidi di solidarietà e di protesta contro la repressione con il popolo No Tav .

martedì 28 febbraio 2012

Notav, intervista a Nicoletta Dosio


 Intervista di Stefano Galieni 
«Sono arrivati a tirare i lacrimogeni dentro le case stanotte».

Nicoletta Dosio una delle grandi voci del movimento No Tav racconta con lucida indignazione dell'ennesima notte di repressione che lo Stato sta portando avanti in Val Susa
«Ieri notte abbiamo tentato di bloccare i poliziotti. Dovevano fare il cambio di turno e abbiamo cercato di...
impedire a quelli che uscivano dall'Alta valle per andare verso Torino e il Sestriere, nei loro alberghi. Ci siamo mossi verso l'1 e la gente è scesa in strada ma un ora dopo sono arrivati contemporaneamente quelli che dovevano smontare il turno e quelli che dovevano iniziare. Ci siamo ritrovati con centinaia e centinaia di agenti contro, quasi una camionetta a testa. Sono partiti con idranti e lacrimogeni. Noi siamo scesi dall'autostrada per tornare alle automobili. Loro hanno fatto una manovra di accerchiamento e ci hanno inseguito nel paesino di Salbertrand tirando lacrimogeni fin dentro le case. La gente ci ha accolto e ospitato. Si pensava che dopo il quasi assassinio di Luca avrebbero diminuito l'aggressività invece erano ancora più arroganti. Evidentemente il loro capo Manganelli da loro la forza e l'autorità per essere esecutori consenzienti dell'arroganza fascista».