venerdì 21 dicembre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
Non un centesimo alle scuole private!
A Bologna, il Comitato
Articolo 33 promuove un referendum per cancellare i finanziamenti
alle scuole dell'infanzia private.
di Stefano Radaelli
Per decenni, nella scuola
pubblica dell'infanzia, il modello emiliano ha rappresentato
un'eccellenza a livello nazionale e internazionale. Strutture e
programmi all'avanguardia hanno consentito a diverse generazioni di
accedere ad un'istruzione gratuita, laica e di qualità. Ma dalla
metà degli anni '90 qualcosa è cambiato nell'approccio degli enti
locali al tema dell'istruzione pubblica. Nel 1995 l'allora sindaco di
Bologna, Walter Vitali, stipulò la prima convenzione con le materne
paritarie, dando il via ad una tendenza che, negli anni, si è
costantemente rafforzata.
Tra giugno e luglio 2012
l'amministrazione cittadina di centrosinistra, guidata da Virginio
Merola, ha rinnovato la convenzione con gli istituti privati per
altri quattro anni. Ci sono stati alcuni ritocchi alla quota di
finanziamento e ai criteri per l'ammissione, che tuttavia non hanno
modificato la sostanza: ogni anno, circa un milione di euro di fondi
pubblici viene destinato alle scuole materne paritarie. La
motivazione ufficiale? L'incapacità, da parte delle strutture
pubbliche, di assorbire tutti i bambini iscritti ogni anno nelle
liste d'attesa. Per l'anno scolastico 2012-2013, ad esempio, saranno
circa 400 i bambini che si vedranno negato questo fondamentale
diritto.
A Bologna le scuole
dell'infanzia comunali raccolgono tuttora più della metà degli
iscritti (5.137 su un totale di circa 8.000), ma i vincoli di
bilancio imposti dal patto di stabilità impediscono al Comune di
investire nella creazione di nuove strutture e nel potenziamento di
quelle esistenti. La via d'uscita praticata è quindi quella della
famigerata "sussidiarietà": garantendo alle famiglie un
contributo per il pagamento delle rette, si delega il compito alle
scuole private, in larga parte legate alla Chiesa Cattolica.
Quest'anno il contributo stanziato dal Comune di Bologna a favore
delle materne paritarie ammonterà a 962 mila euro.
Viene così contraddetto
un principio stabilito dalla stessa Costituzione, secondo cui "enti
e privati hanno diritto di istutire scuole ed istituti di educazione,
senza oneri per lo Stato" (Art. 33). Si tratta, com'è evidente,
dell'ennesima riprova che persino il documento che sta alla base del
nostro ordinamento giuridico viene di fatto trattato come "carta
straccia" quando gli interessi dei poteri forti della società
spingono in direzioni che contraddicono i suoi principi. Soltanto
attraverso la mobilitazione e la lotta è possibile difendere questi
principi non solo sulla carta, ma nella realtà stessa.
Il rinnovo della
convenzione ha provocato una forte reazione da parte dei gruppi di
genitori e di cittadini che, a Bologna, si battono in difesa della
scuola pubblica. Il Comitato Articolo 33 è una rete di cittadini e
di altri soggetti sindacali e associativi che sta oggi promuovendo un
referendum affinché sia la gente comune a pronunciarsi sull'utilizzo
dei fondi pubblici, scegliendo fra la destinazione di questi fondi
alle paritarie o all'istruzione pubblica. La raccolta delle 9.000
firme necessarie per portare il quesito alle urne è iniziata il 7
settembre e durerà fino alla fine di novembre.
Come gruppo bolognese di
Resistenze Internazionali, abbiamo ritenuto importante sostenere il
referendum, diffondendo le informazioni nei contesti nei quali
interveniamo e invitando tutti i nostri associati e le persone vicine
alla nostra organizzazione a firmare.
Il lancio della campagna
referendaria ha suscitato durissime reazioni sia fra gli esponenti
del centrosinistra che difendono il finanziamento – sindaco Merola
in primis – sia da parte dell'associazione di categoria che
riunisce gli istituti paritari (la FISM, diretta emanazione della
Conferenza Episcopale Italiana) e degli esponenti politici di
centrodestra che hanno fatto della difesa dei privilegi delle scuole
paritarie il loro cavallo di battaglia. Fra di essi spicca la
consigliera del PDL Valentina Castaldini, notoriamente vicina a
Comunione e Liberazione.
Gli attacchi al comitato
referendario non si sono fatti attendere, e le forze che si oppongono
al referendum, temendone il possibile esito positivo, stanno
promuovendo la costituzione di un comitato per il "no".
L'iniziativa del Comitato Articolo 33 ha creato scompiglio anche a
livello nazionale, se, come sembra, le segreterie nazionali dei
principali partiti seguono con grande attenzione gli sviluppi della
vicenda bolognese.
Se il Comitato riuscirà
a raccogliere le firme, come appare probabile, e se il referendum si
concluderà con una vittoria, come ci auguriamo, si tratterà
sicuramente di un risultato importantissimo per quanti, oggi,
ritengono indispensabile difendere la scuola pubblica contro gli
attacchi dei quali è vittima. Ma la risposta ai tagli, ai regali
alle private e all'offensiva ideologica contro il settore pubblico
non potrà certo fermarsi lì. Soltanto tenendo alto il livello di
mobilitazione, estendendo la lotta e radicandola nei settori della
società maggiormente colpiti dalle conseguenze dell'austerità, sarà
possibile dar vita ad una resistenza popolare, dal basso, capace di
respingere i continui attacchi e di garantire alle future generazioni
il diritto di usufruire di una scuola pubblica, laica, gratuita e di
qualità.
martedì 21 agosto 2012
Solidarietà con i minatori di Lonmin
di Democratic Socialist Movement (CWI Sud Africa)
La polizia massacra i lavoratori a Marikana
Almeno 46 lavoratori sono stati uccisi e molti altri feriti il 16 agosto a Marikana fuori Rustenburg quando è stato lanciato un massiccio assalto della polizia per schiacciare uno sciopero di migliaia di minatori delle miniere di platino proprietà della Lonmin. Questi morti si aggiungono agli altri sei minatori che sono stati uccisi negli scontri durante lo sciopero che dura dal 10 agosto. Due poliziotti e due guardie di sicurezza della miniera sono stati uccisi in una situazione che ricorda la guerra civile.
Etichette:
CWI,
Democratic Socialist Movement,
Dsm,
Lonmin,
Marikana,
massacro,
minatori,
platino,
sciopero,
solidarietà internazionale,
Sud Africa,
Zuma
lunedì 20 agosto 2012
Siria, Esiste un'alternativa alla guerra civile? L’agonia della Siria non accenna a diminuire
di Niall Mulholland, CWI
Ovunque nel paese ci sono attacchi indiscriminati da parte delle forze del regime di Assad e delle loro milizie. Settarie e sanguinose rappresaglie da parte dell'opposizione armata, ondate di rifugiati e disastri umanitari. La seconda città del paese, Aleppo, è stata messa a ferro e a fuoco dai combattimenti tra le forze dell’opposizione armata e l'esercito siriano. Nel momento in cui i ribelli sono entrati ad Aleppo il 20 luglio, molti residenti sono fuggiti a Damasco e in Turchia. La battaglia per Aleppo è importante per entrambe le parti. Più grande della capitale, Aleppo, è il principale centro economico, con un settore manifatturiero importante. L’esercito libero della Siria (FSA) é avanzato in città cercando di sfruttare lo slancio che credeva di aver guadagnato durante l’assalto a Damasco e con il bombardamento di un incontro ‘di intelligence’ del governo, che ha ucciso quattro generali.
Etichette:
aleppo,
assad,
damasco,
fsa,
guerra civile,
imperialismo,
intervento occidentale,
no war,
onu,
primavera araba,
ribelli,
ribellione,
Rivoluzione,
settarismo,
siria,
usa
venerdì 20 luglio 2012
Un periodo tumultuoso per l'economia e le relazioni internazionali
di Finghin Kelly
La scorsa settimana, 400 persone hanno partecipato alla Scuola estiva
annuale del Comitato per una Internazionale dei Lavoratori (CWI). Alla
scuola ha partecipato una delegazione di compagni di ControCorrente
assieme a rappresentanti del CWI da tutta Europa, compresa dalla Russia,
e da visitatori provenienti dal Kazakistan, dal Brasile, dal Canada,
dal Quebec, dall'Australia, dallo Sri Lanka, dalla Nigeria, dal Libano e
altrove. Finghín Kelly (Socialist Party-CWI Irlanda) riassume qui'
l'eccellente discussione sull'economia mondiale e le relazioni tra le
potenze mondiali che ha avuto luogo l'8 luglio.
sabato 30 giugno 2012
La Grecia dopo le elezioni del 17 giugno
di Giuliano Brunetti
L’Europa vince, ma non ha una soluzione alla crisi
‘La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il
parlamento, le elezioni, sono un gioco da marionette, di pupazzi’.
Lenin, Sullo Stato
Le conseguenze della ‘cura greca’ imposta negli ultimi due anni dalla Troika al fine di scongiurare l’ipotesi del fallimento del paese, quindi dell’uscita del paese dalla zona Euro sono sotto gli occhi di tutti. In quattro anni l'economia greca si è ridotta del 20%, la classe media è stata letteralmente distrutta, la disoccupazione è salita oltre il 21%, il 51% tra i giovani, i salari nel settore pubblico sono scesi del 40%. La chiesa ortodossa distribuisce alle popolazioni ridotte alla fame una media di 250mila pasti al giorno e come se non bastasse il debito pubblico è schizzato al 160% del Pil. Di fronte alla gravità della situazione, la classe operaia é scesa più volte in campo imponendo alle direzioni sindacali ben diciassette scioperi generali. Questi scioperi sono nati dal rifiuto dei programmi di austerità, che i governi di coalizione hanno portato avanti seguendo le esigenze e le indicazioni della Troika.
Le conseguenze della ‘cura greca’ imposta negli ultimi due anni dalla Troika al fine di scongiurare l’ipotesi del fallimento del paese, quindi dell’uscita del paese dalla zona Euro sono sotto gli occhi di tutti. In quattro anni l'economia greca si è ridotta del 20%, la classe media è stata letteralmente distrutta, la disoccupazione è salita oltre il 21%, il 51% tra i giovani, i salari nel settore pubblico sono scesi del 40%. La chiesa ortodossa distribuisce alle popolazioni ridotte alla fame una media di 250mila pasti al giorno e come se non bastasse il debito pubblico è schizzato al 160% del Pil. Di fronte alla gravità della situazione, la classe operaia é scesa più volte in campo imponendo alle direzioni sindacali ben diciassette scioperi generali. Questi scioperi sono nati dal rifiuto dei programmi di austerità, che i governi di coalizione hanno portato avanti seguendo le esigenze e le indicazioni della Troika.
Emilia. Il M5Stelle alla prova dei fatti
di Stefano Radaelli
Nell'autunno 2009, per iniziativa di Beppe
Grillo e del suo consulente web Gianroberto Casaleggio, nasce il
MoVimento 5 Stelle. Qualche mese prima le Liste Civiche a 5 Stelle hanno
conquistato seggi in ben 30 comuni, fra cui alcuni capoluoghi di
provincia come Bologna, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Pesaro, Livorno.
Nel capoluogo emiliano il candidato sindaco a 5 Stelle, il ventinovenne
Giovanni Favia, totalizza quasi 7500 preferenze, il 3,3%. L'esperienza
di Favia in consiglio comunale, tuttavia, è interrotta anzitempo dallo
scandalo che travolge il neosindaco Flavio Delbono e porta a 14 mesi di
commissariamento. Le elezioni regionali e amministrative del 2010
rappresentano quindi il primo banco di prova per il neonato MoVimento,
che assume un respiro sempre più nazionale. Stando alla mitologia
ufficiale sono i MeetUp, i gruppi locali del movimento, organizzati
attraverso l'omonimo social network e in cui ‘ognuno vale uno’, a
scegliere i propri candidati. La realtà è un po' diversa: spesso la
scelta dei candidati è di fatto imposta dal ‘vertice’ non eletto del
MoVimento, il tandem Grillo-Casaleggio, sulla base di criteri che nulla
hanno di democratico. Ad ogni modo, sia in Emilia-Romagna che in
Piemonte il M5S piazza due consiglieri in regione, ottenendo
rispettivamente il 6% e il 3,67% dei voti. Nel comune di Bussoleno in
Val di Susa, dove il M5S è attivo nella mobilitazione NoTAV, il
candidato Davide Bono totalizza addirittura il 28,8% delle preferenze.
Bologna. Contestazioni a Monti
di Redazione
Nasce il Partito di Repubblica ?
La lunga kermesse di Repubblica a Bologna tra giovedì 14 giugno e domenica 17 giugno in occasione dell’anniversario della fondazione del quotidiano è stato pubblicizzato oltre misura a livello nazionale e cittadino, con tanto di statua gigante a forma di ‘R’ montata e smontata (a spese di Repubblica?) in piazza Re Enzo. L’evento, battezzato ‘La Repubblica delle Idee’ ha visto la partecipazione di una fetta importante dell’intellighenzia del paese: ‘dell’Italia che conta’. I dibattiti allestiti per lo più nelle principali piazze della città sono stati molto seguiti e apprezzati da cittadini non proprio comuni o curiosi che si sono fatti accreditare per l’evento. I più fortunati di loro sono quelli che sono riusciti a procurarsi l’ambita maglietta dell’evento venduta in Piazza Santo Stefano per 20 euro, i più sfortunati si sono dovuti accontentare del cappellino con il logo del festival ‘la Repubblica delle idee’ per 10 euro o il portachiavi con il logo del festival a 5 euro.
giovedì 31 maggio 2012
Kazakhstan: Il giudice respinge il processo con giuria di Vadim Kuramshin
di Campaignkazakhstan.org
Appello urgente alla Solidarietà!
Dobbiamo fermare questa processo farsa
contro l’avvocato dei diritti umani Vadim Kuramshin, respingiamo tutte
le accuse contro di lui!
Questo 28 maggio 2012 riprenderà Il
processo contro Vadim Kuramshin. Finora, è stata una delle poche
eccezioni di processo dove i giurati avevano la facoltà di decidere
qualcosa. Ma questa settimana , senza alcuna giustificazione il giudice
Samat Tulesbai ha deciso di continuare il processo senza giuria. Questa
decisione é stata presa perché la giuria é riuscita a minare le accuse
del procuratore e a confermare l’innocenza di Vadim Kuramshin. Si tratta
di una nuova violazione della procedura. Il giudice si era rifiutato di
autorizzare la stampa a utilizzare del materiale per le registrazioni
in tribunale e ha anche impedito all’avvocato di Vadim di fare una
registrazione audio del processo.
venerdì 25 maggio 2012
Spagna Francia Grecia I LAVORATORI DICONO NO AI PARTITI DELLE BANCHE E IN ITALIA?
Redazione
Le recenti elezioni in Grecia, Francia (e alla fine del 2011 in Spagna) e
le amministrative italiane ci consegnano un dato emblematico. Mentre in
generale la crisi e le politiche di austerity, il taglio delle pensioni
e dei servizi sociali, la disoccupazione e la cancellazione dei diritti
del lavoro determinano in quei paesi un avanzamento dei partiti di
sinistra (e di estrema destra) - in Grecia Syriza (dal 4% al 16%) e KKE
totalizzano circa il 25%, in Francia il neonato Front de Gauche di
Melanchon l’11% (NPA e Lutte Ouvrière vengono praticamente cancellati),
in Spagna Izquierda Unida sfiora il 7% - in Italia la sinistra non ferma
il proprio declino e a beneficiare di questa situazione è Beppe Grillo.
Il dato più significativo è quello di Genova, dove la Federazione della
Sinistra, rispetto alle comunali del 2007 passa da 22mila a 5 mila
voti, mentre alle regionali del 2010 (circoscrizione di Genova) aveva
15mila voti e il 3,82%.
Francia. Vola il Front de Gauche
di Giuliano Brunetti
Fin dalla sua elezione nel 2007, festeggiata prima in un locale di
lusso, poi sullo Yacht dell’amico miliardario Balloré, Nicolas Sarkozy,
che come primo atto ‘presidenziale’ aveva scelto di aumentarsi lo
stipendio del 172%, ha dimostrato di essere il presidente dei poteri
forti della società e del CAC40, le 40 aziende più importanti del paese.
Il suo quinquennio, in cui ha accresciuto il proprio patrimonio
personale di 663mila euro, è stato caratterizzato dall’aggravarsi della
crisi e dall’inasprimento del conflitto sociale conseguente a durissime
misure di austerity e importanti controriforme, come quella sulle
pensioni.
Intervista a Ivano Malcotti Un’opera teatrale per parlare di precariato
di Redazione RI
Perché hai scritto ‘Professione precario’ e hai realizzato un video?
Senza dubbio l’ispirazione a scrivere il monologo è stata facilitata dalla mia condizione soggettiva di precario. Chiaramente la ricerca non si è fermata al mio ‘particulare’. Sarebbe stato francamente uno spaccato di vita lavorativa troppo limitato. Con Marino Carmelo, il video operatore che ha realizzato il documentario, abbiamo cercato di scavare nei gangli della crisi globale e della profonda ristrutturazione del mercato del lavoro che stiamo vivendo, dove la pesante condizione di precarietà gioca un ruolo sempre più importante e drammatico. Purtroppo questo periodo di ‘cattività’ non può più essere considerato come un momento di passaggio solo temporaneo, così come furbescamente cercano di farci credere.
Senza dubbio l’ispirazione a scrivere il monologo è stata facilitata dalla mia condizione soggettiva di precario. Chiaramente la ricerca non si è fermata al mio ‘particulare’. Sarebbe stato francamente uno spaccato di vita lavorativa troppo limitato. Con Marino Carmelo, il video operatore che ha realizzato il documentario, abbiamo cercato di scavare nei gangli della crisi globale e della profonda ristrutturazione del mercato del lavoro che stiamo vivendo, dove la pesante condizione di precarietà gioca un ruolo sempre più importante e drammatico. Purtroppo questo periodo di ‘cattività’ non può più essere considerato come un momento di passaggio solo temporaneo, così come furbescamente cercano di farci credere.
Che cos’è ACTA Il grande capitale vuole controllare anche internet
di Redazione RI
L'Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) è un accordo internazionale
che è stato segretamente negoziato tra il 2008 e il 2011. Lo scopo di
questo accordo internazionale è quello di definire rigide norme per
l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale. In particolar
modo stabilisce un comune quadro giuridico internazionale per la
tracciabilità delle merci contraffatte, ma anche dei farmaci generici e
della violazione del ‘diritto’ di copyright su Internet. L'accordo è
stato firmato nell'ottobre 2011 da Australia, Canada, Giappone,
Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e USA. Nel gennaio del
2012, l'Unione Europea ha ratificato in grande fretta l’accordo. La sua
natura segreta ha escluso i gruppi organizzati della società civile, gli
utenti, ma anche i paesi in via di sviluppo dalla negoziazione. Secondo
le argomentazioni dei difensori di questo accordo, esso rappresenta la
migliore risposta comune ‘all’aumento incontrollato e criminale del
commercio mondiale di merci contraffatte protette dalle leggi sul
copyright’.
lunedì 21 maggio 2012
Campagna di solidarietà per i lavoratori del settore petrolifero in Kazakhstan
Redazione RI
Obiettivi.
La
campagna è stata lanciata con lo scopo di coordinare in tutto il mondo
iniziative di denuncia verso il regime e gli organismi internazionali
che collaborano con esso. La campagna mira a sviluppare il massimo
sostegno possibile a coloro che stanno lottando contro il regime e in
particolare a Esenbek Ukteshbayev e Ainur Kurmanov, presidente e
vicepresidente del sindacato Zhanartu, attualmente i principali
obiettivi della repressione da parte dello Stato. La campagna si rivolge
a singoli attivisti e dirigenti sindacali e militanti politici, così
come a organizzazioni sindacali e altre organizzazioni, chiedendo loro
di: a) aderire alla lista dei sostenitori della campagna;
COMUNICATO STAMPA
Campagna di solidarietà internazionale coi lavoratori del settore petrolifero in Kazakhstan Anche in Italia le prime iniziative
Da ormai quasi un anno i lavoratori del settore petrolifero in
Kazakhstan sono in lotta contro il regime di Nazarbayev per chiedere
migliori condizioni di lavoro e rispetto dei diritti sindacali e
democratici fondamentali. Lo scorso dicembre le forze speciali del
regime hanno sparato su una manifestazione sindacale provocando
centinaia di morti e di feriti. Arresti arbitrari e maltrattamenti vanno
avanti senza tregua. L’Associazione ControCorrente aderisce e promuove
in Italia la campagna internazionale di solidarietà nei confronti di
questi lavoratori, sostenuta tra gli altri dal parlamentare europeo Paul
Murphy e dai deputati irlandesi Clare Daly e Joe Higgins.
Il Kazakhstan è un paese con cui l’Italia intrattiene importanti
rapporti commerciali. L’ENI è uno dei principali partner economici del
regime, il fondo sovrano del Kazakhstan detiene una quota significativa
del capitale di Unicredit. Qualche anno fa Berlusconi si rallegrava
della rielezione di Nazarbayev col 92% dei consensi, una consultazione
giudicata una truffa dagli osservatori internazionali, e poche settimane
Monti, nel corso del suo viaggio in Oriente, faceva tappa in Kazakhstan
per incontrare il premier Masimov.
Per questo abbiamo pensato che sia utile svolgere una campagna di
informazione, di denuncia, di sostegno politico e materiale alle forze
dell’opposizione popolare alla dittatura. Consideriamo vergognoso che
l’Italia giustifichi la propria collaborazione con un governo criminale
in nome dei propri interessi economici.
A partire dai prossimi giorni organizzeremo iniziative e
distribuzione di materiale in tutte le realtà in cui siamo presenti. Per
informazioni sulla campagna: http://campaignkazakhstan.org/ SITO
INTERNAZIONALE
http://www.facebook.com/pages/Campagna-di-solidariet%C3%A0-per-i-lavoratori-in-Kazakhstan/317296311664638
PAGINA FACEBOOK CAMPAGNA ITALIANA, contenente il video di un reportage
giornalistico sul massacro di dicembre. Si allega materiale informativo.
Per INFO: info@controcorrentesinistraprc.org Marco Veruggio: 3337914004
mercoledì 2 maggio 2012
Primo maggio 2012 Celebriamo la storia della classe operaia e celebriamo le nuove vittorie!
Redazione
Primo maggio 2012
Celebriamo la storia della classe operaia e celebriamo le nuove
vittorie!
La giornata Internazionale dei Lavoratori e l'alternativa socialista
all’austerità e alla barbarie
La giornata Internazionale dei Lavoratori è l'occasione per celebrare le
tradizioni militanti e internazionaliste del movimento operaio. Il 1
maggio di quest'anno è una data fondamentale nel calendario delle lotte e
dei movimenti. Il CWI ritiene che queste lotte - dalla Grecia al Cile,
dalla Nigeria alla Tunisia, non solo rappresentano l'inevitabile
risposta esplosiva alla crisi attuale. Ma segnalano anche l'emergenza di
una forza sociale in grado di ridurre in macerie i piani per
l’impoverimento dei giovani e dei lavoratori da parte della classe
dirigente internazionale. La classe operaia organizzata, mobilitata
nella lotta per un'alternativa autenticamente socialista, può
trasformare la società.
In Spagna, l’attuale epicentro della crisi europea, il 1 maggio vedrà
nuove mobilitazioni contro la riforma del lavoro e i tagli. Negli Stati
Uniti, il movimento 'occupy' sta costruendo una grande giornata di
protesta. In Africa, Asia e America Latina, le mobilitazioni per il
primo maggio avvengono in un contesto di crescente instabilità. La
diffusione degli effetti della crisi economica mondiale, e l'impatto
delle rivoluzioni in Maghreb e nel Medio Oriente hanno inaugurato nuovi
sconvolgimenti e un conseguente aumento della repressione statale,
spesso sanguinosa e brutale.
domenica 15 aprile 2012
Zhang-Shujie, 24 anni, attivista del CWI, arrestato, costretto a fuggire in Svezia Cina.
di Christine Thomas
La crescita spettacolare dell’economia cinese negli ultimi anni ha messo in om-bra la brutale repressione statale. Abbagliati dalle prospettive commerciali e da profitti garantiti, governi e multinazionali hanno preferito chiudere un occhio sulla violazione sistematica dei diritti umani. La storia di un giovane attivista di sinistra che raccontiamo testimonia invece che sta avendo luogo un’intensificazione della repressione politica in Cina. Zhang Shujie, 24 anni, è un attivista del CWI e corrispondente del sito web china-worker.info. Nel febbraio del 2011 Zhang è stato arrestato e messo in carcere dalle forze di sicurezza cinesi. Maltrattato per 28 ore, costretto a rimanere in piedi per ore senza cibo e privato dei suoi occhiali, alla fine gli hanno chiesto se volesse diventare una spia del regime. Zhang avrebbe dovuto raccogliere informazioni sui suoi compagni del CWI e su altri attivisti politici di sinistra, fra cui ‘Long Hair’ (Leung Kwok-hung), deputato socialista del LSD-League of Social Democrats, oggi anche lui in carcere per due mesi per ‘proteste’ a Hong Kong. Rifiutare avrebbe significato almeno 10 anni in galera per ‘contatti con un’organizzazione proibita’ e ‘crimini contro la sicurezza nazionale’. Per evitare tale sorte Zhang si è detto pronto a fare la spia, pur non avendo alcuna intenzione di realizzare questo sporco compito.
CWI e ControCorrente promuovono una campagna internazionale
di Giuliano Brunetti
Solidarietà ai lavoratori del Kazakhstan
Lo scontro tra i lavoratori del settore petrolifero in Kazakhstan e il regime di Nursultav Nazarbayev inizia lo scorso maggio, con una serie di scioperi a sostegno di rivendicazioni salariali e democratiche, e culmina il 16 dicembre col massacro di circa 200 lavoratori a Zhanaozhen e il successivo arresto di centinaia di attivisti, molti dei quali vengono trattenuti, torturati e uccisi nelle carceri del regime. Tra gli arrestati Nata-lia Sokolova, avvocato degli scioperanti della società estrattiva Karazhambas-Munai. Il CWI ha deciso di lanciare una campagna di solidarietà internazionale proprio per coordinare in tutto il mondo le iniziative di denuncia nei confronti della dittatura che governa il paese e degli organismi internazionali che la sostengono. L’obiettivo è promuovere il massimo sostegno a tutti i militanti e dirigenti politici e sindacali dei lavoratori coinvolti nei movimenti di opposizione e nella lotta per i diritti democratici fondamentali: libertà di parola, di stampa, di riunione, diritto di costituire sindacati e partiti politici indipendenti dal governo e di organizzarsi nei luoghi di lavoro e nelle comunità senza interferenze da parte dello Stato, diritto di sciopero. Tra questi i compagni Esenbek Ukteshbayev e Ainur Kurmanov, presidente e vicepresidente del sindacato Zhanartu, attualmente rifu-giati in Russia ma vittime di pesanti intimidazioni da parte del regime.
lunedì 26 marzo 2012
Articolo 18, precarietà, sfruttamento. La parola d’ordine é Resistere !
di Stefano Radaelli
È innegabile che le riforme del mercato del lavoro varate in Italia da governi di diverso colore politico negli ultimi vent'anni abbiano fatto piombare migliaia di lavoratori in una condizione di crescente precarietà.
Le iniziative del governo Monti in materia di lavoro rappresentano, in questo senso, il culmine di un processo avviato nel 1993 con il protocollo d'intesa fra governo e parti sociali, proseguito con il "pacchetto Treu" del 1997, il decreto legge n. 368 del 6 settembre 2001 che ha di fatto liberalizzato i contratti a termine, e la legge Biagi del 2003. Tutto questo, nel contesto di ripetuti tentativi di (contro)riforma del sistema pensionistico e di attacchi allo Statuto dei Lavoratori, di politiche economiche improntate alla privatizzazione di importanti rami del settore pubblico, e di un'offensiva "d'avanguardia" condotta da alcuni settori del padronato nei confronti dei propri dipendenti, di cui la "dottrina Marchionne" rappresenta forse il caso più significativo.
Etichette:
Articolo 18,
CGIL,
Educazione,
Fiom,
Fornero,
Giovani,
Lotta di classe,
Precari,
Precariato,
Sfruttamento,
Sindacato
domenica 4 marzo 2012
L’opinione Giovani sfigati e yuppies di governo
di Giuliano Brunetti
Nelle ultime settimane, abbiamo ascoltato una lunga serie di affermazioni provocatorie contro i giovani e i lavoratori da parte di esponenti del governo ‘tecnico’ delle banche, dei padroni e degli speculatori. Tra queste la dichiarazione: ‘Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfi-gato‘. A fare questa considerazione non è un qualsiasi incartapecorito dinosauro del Governo, ma la sua mascotte, il giovane Michel Martone, un vero e proprio succes boy. Michel Martone è effettiva-mente un personaggio da record: si è laureato in Giurisprudenza a soli 23 anni, è diventato ricercatore a 26 e professore ordinario di Diritto del Lavoro a 31. Insomma una carriera anomala, rapida, tutta in ascesa. Di fronte a un’ascesa così brillante ogni sospetto, ogni perplessità dovrebbe svanire e lasciare posto all’am-mirazione per una figura eccezionale. Purtroppo, veniamo a scoprire che la rapidissima carriera del brillante vice-ministro non è da attribuire semplice-mente al fatto che non è uno sfigato, ma alle classiche raccomandazioni, cono-scenze, amicizie e favori tra compari.
Etichette:
Anticapitalismo,
Cancellieri,
Giovani,
Laureati,
Mario Monti,
Michel Martone,
Precari,
Precariato,
scuola pubblica,
Sfigati,
Università
Iscriviti a:
Post (Atom)


















